Finanziamento milionario per un nuovo gruppo di ricerca della DFG sull’influenza dei grassi trattati termicamente sull’evoluzione

L'Università Tecnica di Dresda studia l'effetto dei grassi da cucina sugli organismi e sull'evoluzione

24.09.2026
Marko Brankatschk

Vola sopra una goccia d'olio

Un nuovo gruppo di ricerca della DFG, guidato dal professore di biologia Klaus Reinhardt dell’Università Tecnica di Dresda (TUD), sta studiando come i grassi alimentari (lipidi) riscaldati agiscano sugli organismi e se possano innescare cambiamenti evolutivi. La Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) stanzia a tal fine circa 3,1 milioni di euro per quattro anni. Il gruppo è finanziato in collaborazione con il Fondo Nazionale Svizzero nell’ambito della cooperazione D-A-CH.

Cucinare, friggere e cuocere al forno fanno parte della vita quotidiana dell’uomo da millenni. Il trattamento termico rende gli alimenti più digeribili e ne modifica le proprietà chimiche. L’effetto dello zucchero e delle proteine riscaldati sull’uomo è stato ampiamente studiato. Tuttavia, si sa ancora poco sul ruolo preciso dei grassi sottoposti a trattamento termico nella nostra alimentazione.

Si stanno ora approfondendo questioni finora poco affrontate

Dresda è un centro di eccellenza riconosciuto a livello mondiale nella ricerca sui lipidi. Un totale di sette gruppi di lavoro provenienti dalle discipline di biologia, chimica alimentare e medicina molecolare dell’Università Tecnica di Dresda (TUD) e dell’Ospedale Universitario di Dresda (UKDD) intendono ora, nell’ambito del nuovo progetto e in collaborazione con un team di ricerca svizzero, unire le loro competenze nella ricerca sui lipidi e approfondire una questione finora poco studiata: Quali sono gli effetti del trattamento termico sui grassi alimentari di origine vegetale o animale, come agiscono in seguito queste molecole modificate dal calore e quale ruolo svolgono nell’evoluzione degli organismi?

Come modello viene utilizzata il moscerino della frutta Drosophila melanogaster. Soprattutto il breve ciclo vitale di questi animali offre ai ricercatori la possibilità di osservare gli effetti dei diversi grassi alimentari nel corso di molte generazioni. La ricerca si concentrerà in particolare sul rapporto tra i grassi alimentari e la riproduzione, nonché sugli adattamenti all’offerta alimentare nel corso di molte generazioni.

«Sebbene i risultati ottenuti con i moscerini non siano direttamente trasferibili all’uomo, molti processi biologici fondamentali e sistemi di trasporto dei lipidi sono simili tra moscerini e esseri umani. Pertanto, a lungo termine intendiamo anche approfondire quale significato potrebbero avere questi risultati per l’alimentazione umana e la storia evolutiva», spiega Marko Brankatschk, professore supplente di Biologia cellulare e molecolare delle piante presso la TUD.

Collaborazione internazionale con la Svizzera

Con il nuovo gruppo di ricerca, la TUD rafforza la propria ricerca interdisciplinare all’intersezione tra scienze della vita, chimica e medicina e amplia ulteriormente la propria collaborazione internazionale con la Svizzera. Il prof. Klaus Reinhardt, promotore e portavoce designato del progetto, afferma: «Dopo un lungo periodo di preparazione, sono ora davvero entusiasta di collaborare con tutti i membri di questo fantastico team».

Oltre alla ricerca, il gruppo punta anche sul dialogo con la società. Sono in programma iniziative didattiche per le scuole, volte a illustrare in modo chiaro agli studenti le interconnessioni tra alimentazione, chimica, biologia ed evoluzione. A tal fine, in prospettiva, verrà allestito anche un «Open Lab», in cui gli interessati potranno portare i propri campioni alimentari per studiare, insieme ai ricercatori, l’effetto dei loro grassi alimentari sul moscerino della frutta.

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