Spettroscopia a medio infrarosso: una tecnologia per l'autenticazione del latte A2
Analizzare e differenziare il latte A2 e A1 in modo più rapido, con un numero minore di personale necessario
La digestione del latte non è uguale per tutti e può causare disturbi. Il latte A2 può essere una soluzione, poiché non rilascia durante la digestione il peptide che causa questi problemi, come invece fa l'A1. Il gruppo di ricerca Remugant (G2R) dell'Unità di Scienze Animali dell'Universitat Autònoma de Barcelona (UAB) ha esaminato i modi per analizzare e differenziare A2 e A1 in modo più rapido e senza bisogno di tanto personale.
Negli ultimi anni, il latte A2 ha guadagnato importanza tra i consumatori e i produttori. La sua unicità risiede in una variante naturale della β-caseina, una proteina chiave del latte. A differenza del latte A1, l'A2 non rilascia il peptide β-casomorfina-7 (BCM-7) durante la digestione, che è stato associato a disturbi gastrointestinali in alcune persone dopo il consumo di latte convenzionale.
Dato il crescente interesse, molte aziende agricole stanno scegliendo di produrre latte A2. I metodi genetici tradizionali, come la PCR o la cromatografia, sono accurati per identificare il latte A2, ma richiedono tempo, reagenti e personale specializzato, rendendoli poco pratici per un'applicazione su larga scala nel settore lattiero-caseario. Da qui l'esigenza di un metodo veloce, economico e affidabile per autenticare i campioni di latte A2.
In questo contesto, i ricercatori hanno valutato il potenziale della spettroscopia a medio infrarosso (MIR), una tecnologia ampiamente utilizzata nell'industria lattiero-casearia per analizzare la composizione del latte. La tecnologia MIR è considerata una tecnica analitica ecologica perché non utilizza reagenti, è veloce e può essere applicata per l'analisi di campioni su larga scala. Il suo potenziale di identificazione dei campioni A2 è interessante, in quanto può essere facilmente integrato nei sistemi di controllo esistenti.
Nello studio sono stati analizzati più di 2.200 campioni di latte di vacche Holstein in sei aziende lattiero-casearie della Catalogna, tutte dotate di sistemi di controllo del latte di routine. Per ogni campione, i ricercatori hanno raccolto dati genetici, informazioni sulla qualità del latte e spettri MIR.
Come primo passo, hanno eseguito un'analisi esplorativa (PCA), che non ha permesso di distinguere chiaramente tra A1 e A2, poiché le differenze tra le varianti della β-caseina sono molto sottili e non influiscono significativamente sulla composizione complessiva del latte. Tuttavia, il modello supervisionato (PLS-DA) ha ottenuto risultati molto solidi. Raggruppando i campioni in due categorie - latte A1 (A1A1 e A1A2) e latte A2 (A2A2) - i ricercatori hanno ottenuto un'accuratezza dell'88% nel set di test. Questo risultato indica che il MIR è in grado di catturare i segnali associati al genotipo della β-caseina e che, con modelli appropriati, può essere utilizzato come metodo rapido e affidabile per autenticare il latte A2 nei controlli di routine.
I risultati suggeriscono che la tecnologia MIR potrebbe diventare uno strumento prezioso per garantire l'autenticità del latte A2 e rafforzare la trasparenza per produttori e consumatori.
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