Produzione di birra a basso impatto ambientale grazie all’energia solare e alla pompa di calore

Con “RenewBrew”, i ricercatori stanno sviluppando un sistema energetico innovativo che mira a rendere il processo di produzione della birra più rispettoso del clima

12.10.2026
Hochschule Hannover

Il responsabile del progetto Lutz Meyer (a destra) e il ricercatore Torben Salm (a sinistra).

Come si potrà produrre birra in modo più sostenibile dal punto di vista climatico in futuro? A questa domanda è dedicato l’innovativo progetto di ricerca “RenewBrew”, avviato all’inizio dell’anno presso il Centro di ricerca Energia – Mobilità – Processi dell’Università di Hannover (HsH). L’obiettivo è sviluppare un sistema energetico sostenibile in grado di generare, in futuro, il vapore necessario al processo di produzione della birra quasi interamente senza ricorrere a fonti energetiche fossili.

Al centro del progetto c’è lo sviluppo di un sistema composto da pompe di calore ad alta temperatura, accumulatori di calore, impianti fotovoltaici e sistemi solari termici a concentrazione, in cui i raggi solari vengono concentrati tramite speciali specchi per generare temperature elevate. Insieme, queste tecnologie consentono di fornire vapore d’acqua a temperature ben superiori ai 100 gradi Celsius – un elemento fondamentale del processo di produzione della birra.

Un approvvigionamento termico quasi autosufficiente e privo di gas serra

Attualmente presso l’Università di Hannover è in fase di realizzazione un impianto di prova scientifico. Su questa base verrà successivamente sviluppato e installato un prototipo dimostrativo per il birrificio di Norderney. La tecnologia sviluppata potrebbe essere impiegata in futuro non solo nei birrifici, ma anche in numerosi altri settori industriali in cui il calore di processo e il vapore d’acqua sono stati finora generati prevalentemente con gas naturale. L’utilizzo del solare termico per la produzione di calore e del fotovoltaico per l’alimentazione elettrica delle pompe di calore ad alta temperatura apre la prospettiva di un approvvigionamento termico quasi completamente autosufficiente e privo di gas serra. Oltre alle applicazioni nel settore birrario, la tecnologia presenta un grande potenziale per numerosi altri settori industriali in cui il calore di processo e il vapore d’acqua sono stati finora prodotti prevalentemente con gas naturale. In questo modo, il progetto non solo contribuisce alla protezione del clima, ma affronta al contempo le sfide economiche delle piccole imprese ad alto consumo energetico. A lungo termine, le aziende potrebbero ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e abbassare i costi di produzione.

Il progetto di ricerca durerà fino alla fine del 2028

Il progetto di ricerca si svolgerà dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 ed è finanziato con un importo complessivo di 1.088.153,29 euro. Gli enti finanziatori sono il Ministero federale della Ricerca, della Tecnologia e dell’Spazio (BMFTR) e la Conferenza scientifica congiunta (GWK) nell’ambito del programma «Ricerca presso le università di scienze applicate (HAW)».

Il responsabile del progetto è il Prof. Dr. Lutz Meyer della Facoltà II dell’Università di Scienze Applicate di Hannover. Insieme ai colleghi del Centro di Ricerca, sta portando avanti il progetto. «L’abbinamento tra energia solare termica e pompa di calore ad alta temperatura apre nuove sinergie e consente significativi aumenti di efficienza. Siamo lieti di poter ora esaminare e realizzare questo potenziale in un caso applicativo concreto. Proprio per la decarbonizzazione della produzione di calore di processo in piccoli intervalli di potenza mancano finora soluzioni praticabili. Con questo progetto desideriamo dare un contributo sostenibile alla transizione termica industriale», afferma Meyer.

Oltre al birrificio di Norderney e al suo amministratore delegato Tobias Pape, anche l’azienda Jaske & Wolf Verfahrenstechnik, sotto la guida di Wolfgang Jaske, partecipa in modo determinante alla realizzazione del progetto in qualità di ulteriore partner esterno. In qualità di partner interno all’università, la Prof.ssa Dr. Nadja Kiehne della Facoltà IV della HsH (Scienze economiche) partecipa attivamente al progetto e ne coordina gli aspetti economici.

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