Entro il 2045, gli imballaggi a base di fibra conquisteranno la quota di mercato più elevata nel settore alimentare

Nuovo studio UPM/Smithers: la quota di mercato sale dal 37% al 42%, grazie ai progressi nel campo dei rivestimenti barriera e alla normativa EPR

02.07.2026
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Un nuovo studio condotto da UPM Specialty Materials e dalla società di consulenza globale Smithers evidenzia un cambiamento nelle dinamiche del settore degli imballaggi alimentari: entro il 2045 i materiali a base di fibre conquisteranno la quota di mercato predominante, i tassi di riciclaggio saliranno verso il 37% e il quadro normativo vedrà la sostenibilità diventare un rigoroso obbligo imposto dai governi.

Gli imballaggi alimentari a base di fibre sono destinati a diventare il principale materiale sostenibile entro il 2045, grazie alle rivoluzionarie tecnologie di rivestimento barriera, all’inasprimento delle normative globali e a un deciso allontanamento dei consumatori dalla plastica monouso. Questi sono alcuni dei risultati chiave del nuovo studio globale pubblicato oggi da UPM Specialty Materials e Smithers.

Oltre 230 professionisti globali del settore degli imballaggi, provenienti da tutta la catena del valore, hanno contribuito a una valutazione collettiva delle principali tendenze che, secondo le previsioni, guideranno la sostenibilità negli imballaggi alimentari entro il 2045.

Secondo l’indagine, gli intervistati rilevano un forte interesse per gli imballaggi a base di fibra, la cui quota nel mercato globale degli imballaggi alimentari dovrebbe aumentare dall’attuale 37% al 42% entro il 2045. Il 71% degli intervistati prevede che gli imballaggi a base di fibre saranno considerati la soluzione più sostenibile, citando i progressi nei rivestimenti barriera destinati a sbloccare applicazioni alimentari che in precedenza erano appannaggio esclusivo della plastica.

«Siamo incoraggiati nel constatare il forte slancio a favore degli imballaggi a base di fibra, trainato dalla normativa, dalla domanda dei consumatori e dalla continua innovazione nelle tecnologie barriera. Il nostro ruolo è quello di supportare i clienti in questa transizione con soluzioni sostenibili e ad alte prestazioni che non compromettano la funzionalità», afferma Janne Varvemaa, Direttore Prodotti e Tecnologia di UPM Specialty Materials.

Lo studio delinea un futuro in cui la sostenibilità diventerà un rigoroso obbligo governativo, non un elemento di differenziazione del marchio: il 71% degli intervistati ritiene che ciò sia probabile e l’88% si aspetta che ciò modifichi radicalmente le scelte in materia di imballaggi. Si prevede che i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e le tariffe di eco-modulazione diventeranno un fattore determinante nella scelta dei materiali, premiando le soluzioni riciclabili e ad alte prestazioni e penalizzando le alternative difficili da riciclare.

Si prevede che i tassi di riciclaggio saliranno dal 31% nel 2030 al 37% entro il 2045. Tuttavia, permangono delle sfide, con gli intervistati che prevedono il persistere dello smaltimento in discarica e dell’incenerimento. I risultati variano in modo significativo a seconda della regione: l’Europa è all’avanguardia nel riciclaggio, mentre gli Stati Uniti e l’Asia-Pacifico devono affrontare ostacoli infrastrutturali e normativi ben distinti. Nel complesso, i risultati sottolineano l’urgenza di accelerare l’innovazione e lo sviluppo a livello globale.

«È evidente che il settore continuerà a concentrarsi sul miglioramento dei tassi di riciclaggio e delle normative; in particolare, la responsabilità estesa del produttore (EPR) e l’eco-modulazione stanno influenzando direttamente le scelte dei materiali. L’innovazione in corso nelle tecnologie di barriera sta inoltre aprendo la strada a nuove applicazioni per gli imballaggi a base di fibre, in grado di competere con le alternative in plastica», afferma Ciaran Little, vicepresidente della divisione Global Consulting Information di Smithers.

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