La quota legale di contenitori riutilizzabili per le bevande è stata ampiamente mancata
L'organizzazione Deutsche Umwelthilfe chiede misure di sostegno immediate, quali fondi di sostegno e una tassa sui prodotti monouso
Nuovi dati dell’Agenzia federale per l’ambiente (UBA) dimostrano che la quota di imballaggi riutilizzabili per le bevande, fissata al 70% dalla legge sugli imballaggi, rimane costantemente al di sotto di tale soglia. Secondo tali dati, nel 2024 solo il 34,5% degli imballaggi per bevande era riutilizzabile. Le bottiglie di plastica monouso rimangono l’imballaggio dominante per le bevande con il 38,6 per cento; proprio le lattine per bevande, particolarmente inquinanti, hanno registrato un netto aumento rispetto all’anno precedente e raggiungono ora una quota di mercato del 5,8 per cento. L’Associazione tedesca per l’aiuto ambientale (DUH) vede in questo dato una prova dell’inefficacia della politica sui contenitori riutilizzabili attuata finora e invita il ministro federale dell’ambiente Schneider a intervenire immediatamente per migliorare le misure di promozione dei contenitori riutilizzabili.
Barbara Metz, direttrice esecutiva federale della DUH:
«Dal 2020 la quota di imballaggi riutilizzabili ristagna tra un misero 33,2% e un 34,5%, invece del 70% previsto dalla legge.La responsabilità è in parte da attribuire a catene di discount come Aldi e Lidl, che con la loro offerta esclusivamente di prodotti monouso impongono ai consumatori scelte predefinite non ecologiche. Il fatto che, nonostante ciò, non seguano sanzioni o misure a sostegno dei contenitori riutilizzabili è una dichiarazione di fallimento politico. Le bottiglie riutilizzabili, grazie al loro riutilizzo multiplo e alle brevi distanze di trasporto, consentono di risparmiare grandi quantità di CO₂ e risorse. Inoltre, garantiscono 145.000 posti di lavoro in tutta la Germania. Il ministro dell’Ambiente Schneider deve ora promuovere con determinazione l’uso dei contenitori riutilizzabili. Chiediamo un fondo di promozione del sistema a rendere finanziato dagli operatori del settore monouso e una tassa di almeno 20 centesimi sulle bottiglie di plastica, sulle lattine e sui cartoni per bevande monouso dannosi per l’ambiente.”
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