Tassa sullo zucchero 2027: il settore delle bevande vede le aziende di fronte a sfide insormontabili

Cinque associazioni chiedono una proroga: la mancanza di norme e le scadenze ravvicinate lasciano ben poco margine di manovra per adeguarsi

08.07.2026
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Le principali associazioni di categoria del settore tedesco delle bevande protestano contro i concreti piani attuali della coalizione di anticipare l’introduzione di una tassa sullo zucchero nelle bevande già al 1° gennaio 2027. Tale opzione è prevista da un recente progetto di emendamento della coalizione alla legge sulla stabilizzazione dei contributi GKV, che dovrebbe essere approvato dal Bundestag alla fine di questa settimana. L’Associazione delle bevande analcoliche (wafg), l’Associazione tedesca delle sorgenti minerali (VDM), l’Associazione tedesca dell’industria dei succhi di frutta (VdF), la Federazione tedesca dei birrai (DBB) e l’Associazione delle birrerie private tedesche definiscono questi piani della coalizione un «affronto nei confronti delle piccole e medie imprese». Se la controversa tassa dovesse essere effettivamente introdotta già tra poche settimane, ciò porrebbe innumerevoli aziende, già fortemente sotto pressione, di fronte a sfide praticamente insormontabili, avvertono le associazioni.

Proprio di recente, più di 300 aziende del settore delle bevande si erano già espresse in una lettera aperta congiunta contro l’introduzione di una tassa sullo zucchero, mettendo in guardia con forza da ulteriori oneri per le piccole e medie imprese e i consumatori. I piani per un’introduzione del tutto affrettata, resi noti questo fine settimana, aggravano notevolmente queste preoccupazioni per diversi motivi.

Il settore delle bevande individua concretamente cinque aree problematiche centrali:

  • Impossibilità di adeguare le ricette: a causa dell’introduzione improvvisa della tassa sullo zucchero già tra poche settimane, alle aziendenon rimane alcun tempo per adeguare le ricette delle bevande o lanciare nuovi prodotti. Le modifiche alle ricette richiedono lunghi processi di sviluppo, produzione e lancio sul mercato. Questi non possono essere realizzati nello scenario che ora si profila.
  • Elevato rischio di costi: l’introduzione della tassa sullo zucchero già a partire dal 1° gennaio 2027 priva le aziende praticamente di ogni possibilità di includere i notevoli costi aggiuntivi che ne derivano inevitabilmente nelle trattative annuali in corso con la grande distribuzione alimentare. È risaputo che il settore della grande distribuzione alimentare in Germania accetta comunque solo in misura estremamente limitata gli aumenti dei costi da parte dei produttori. Molte aziende dovrebbero quindi sostenere inizialmente da sole gli oneri aggiuntivi, senza che ciò sia economicamente sostenibile.
  • Totale incertezza sui prodotti interessati: ad oggi non è ancora chiaro, neanche approssimativamente, quali bevande saranno effettivamente soggette alla prevista tassa sullo zucchero. Rimane quindi da definire quali bevande saranno concretamente tassate e quali no. Finora non esiste né un progetto di legge né un documento programmatico del governo federale. Come possono le aziende prendere decisioni economiche di ampia portata senza conoscere nemmeno il quadro giuridico di riferimento?
  • Rischio di un aumento della burocrazia: è del tutto poco chiaro anche chi debba riscuotere la nuova tassa e in che modo. Ad oggi manca qualsiasi indicazione su quale autorità (presumibilmente la dogana) debba riscuotere l’imposta e su come, nel breve lasso di tempo a disposizione, le imprese e le autorità possano mettere in piedi un sistema di riscossione e controllo funzionante. Mancano in particolare linee guida chiare e vincolanti in materia di registrazione e riscossione delle imposte, procedure digitali, soluzioni software e norme di attuazione praticabili sia per le imprese che per l’amministrazione (federale).
  • Violazione del principio di tutela della buona fede: le imprese hanno fatto affidamento su affermazioni fondamentali contenute nell’accordo di coalizione volte a promuovere la crescita economica («A tal fine promuoveremo, tra l’altro, gli investimenti, l’innovazione e la concorrenza, riducendo le imposte, i prelievi e i prezzi dell’energia»). L’introduzione di una tassa sullo zucchero è stata chiaramente respinta nei negoziati di coalizione nella primavera del 2025; anche il congresso federale della CDU si è espresso esplicitamente contro tale misura solo pochi mesi fa. Il Ministero federale delle finanze ha più volte affermato di non ravvisare alcuna base giuridica per l’introduzione di una tassa sullo zucchero. Il Ministero federale dell’alimentazione si oppone, dal punto di vista tecnico, a una simile tassa incentivante.

È rivelatore che la coalizione, nell’ambito del disegno di legge GKV, affermi ora nei documenti del fine settimana che si «presume che il gettito fiscale derivante dalle bevande zuccherate ammonti a 650 milioni di euro nel 2027 e che, a seguito degli adeguamenti delle ricette da parte dei produttori, scenda a 450 milioni di euro all’anno a partire dal 2028». Le entrate previste per il 2027 risultano quindi evidentemente più elevate rispetto a quelle dell’anno successivo a causa dell’approccio repentino adottato. La politica sa benissimo che, con questa strategia, le aziende non hanno più la possibilità di reagire. Conclusione: gli argomenti di politica sanitaria sono, nel migliore dei casi, una facciata – si tratta di colmare i buchi di bilancio.

Le associazioni lanciano quindi un appello urgente al governo federale e al Bundestag affinché desistano dai piani di un’introduzione affrettata della tassa sullo zucchero. Dover attuare una tassa in sole poche settimane, con le incertezze illustrate e conseguenze di così ampia portata, minaccerebbe inevitabilmente molti mezzi di sussistenza e porterebbe alla chiusura di aziende. Per il settore delle bevande, caratterizzato da piccole e medie imprese, l’operato del governo federale rappresenterebbe uno schiaffo in pieno volto. Proprio in tempi economicamente difficili, le aziende hanno bisogno di certezza nella pianificazione, affidabilità e scadenze realistiche. Non hanno certo bisogno di decisioni politiche affrettate con conseguenze imprevedibili.

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