La Fondazione tedesca per il fegato avverte: le app e le guide sui funghi non sono sufficienti per l’identificazione

Molte specie sono difficilmente distinguibili dalle foto. In caso di dubbio, la Fondazione consiglia di rivolgersi a un esperto certificato in funghi.

08.09.2026

Già nella primavera del 2026 gli appassionati di funghi hanno segnalato il ritrovamento di spugnole e a giugno, in alcune regioni, sono stati avvistati i primi funghi porcini. I funghi crescono durante tutto l’anno, ma il picco di crescita si registra tra la fine dell’estate e l’autunno, poiché il clima caldo-umido di questo periodo crea le condizioni ideali. Affinché la fase di massima crescita dei funghi e di raccolta, che si protrarrà fino a ottobre, si svolga nel modo più sicuro possibile dal punto di vista dell’intossicazione, la Fondazione tedesca per il fegato invita alla prudenza durante la raccolta dei funghi. Solo i funghi identificati con certezza devono finire in pentola. In caso contrario, si rischiano danni epatici potenzialmente letali. In caso di sospetto, rivolgersi immediatamente a un medico e contattare il centro antiveleni.

Chi intraprende un’escursione nella natura per fare movimento all’aria aperta, raccogliere funghi e poi prepararli, non dovrebbe sottovalutare i pericoli connessi a questa attività. Ogni anno il consumo di funghi velenosi provoca intossicazioni potenzialmente letali, che possono portare, ad esempio, a insufficienza epatica e renale. Le gravi intossicazioni da funghi costringono le persone a lottare per la propria vita e, nel peggiore dei casi, rendono necessario un trapianto di fegato. L’anno scorso (2025) è stato descritto in diverse regioni come un anno caratterizzato da un numero di richieste di assistenza per intossicazioni da funghi superiore alla media. La Fondazione tedesca per il fegato vede in questo un motivo per intensificare la campagna di sensibilizzazione sui rischi legati alla raccolta dei funghi e sulle conseguenze delle intossicazioni gravi per il fegato.

Amanita verde – un fungo velenoso particolarmente pericoloso

A causa della disattenzione e dell’ignoranza – anche tra raccoglitori di funghi apparentemente esperti – soprattutto nei mesi in cui la crescita dei funghi è più abbondante, si verificano intossicazioni, talvolta letali, a seguito del consumo di specie velenose. Uno dei funghi velenosi autoctoni più pericolosi è l’amanita phalloides (Amanita phalloides), che in Europa è tra i funghi più tossici ed è responsabile di circa il 90% dei casi di intossicazione fungina con esito letale.

Ciò che rende questa specie particolarmente insidiosa è che i primi sintomi spesso compaiono solo diverse ore dopo il consumo. A quel punto, le sostanze tossiche in essa contenute si sono già diffuse in tutto il corpo. L’effetto letale è causato dall’α-amanitina, una sostanza altamente tossica che può danneggiare gravemente soprattutto il fegato e portare a un’insufficienza organica acuta. I bambini e gli anziani, nei quali anche piccole quantità possono causare gravi danni alla salute, sono particolarmente a rischio. In questi casi, un trattamento medico il più precoce possibile può essere determinante per l’esito della malattia.

L’identificazione sicura dei funghi è fondamentale

È quindi necessario prestare particolare attenzione durante la raccolta dei funghi. Gli esperti raccomandano di consumare i funghi raccolti autonomamente solo se ne è garantita un’identificazione certa da parte di raccoglitori esperti; nell’ideale, si dovrebbe ricorrere a un esperto di funghi. Anche la raccolta in compagnia di esperti di funghi può aiutare a ridurre notevolmente i rischi. Si sconsiglia espressamente di effettuare l’identificazione da soli con l’ausilio di guide o app, poiché molte specie sono difficilmente distinguibili in modo affidabile sulla base delle sole foto. Possono verificarsi errori di identificazione, tra l’altro, nel caso di funghi giovani o non ancora completamente sviluppati. Anche le cosiddette «regole empiriche» apparentemente consolidate, come la presenza di larve o lumache come segno di atossicità, non sono affidabili e possono indurre a valutazioni errate. Ad esempio, l’amanita verde, altamente velenosa per l’uomo, viene mangiata senza problemi dalle lumache. Un’alternativa sicura ai funghi raccolti, potenzialmente velenosi, sono i funghi commestibili certificati disponibili in commercio.

Prime misure da adottare in caso di intossicazione da funghi

L’intossicazione da funghi può verificarsi sia in seguito al consumo di specie velenose, sia a causa di funghi commestibili conservati in modo errato o preparati in modo improprio. In medicina si distingue tra le cosiddette intossicazioni vere e proprie causate da funghi velenosi e le reazioni di intossicazione false. In entrambi i casi vale la regola: più si interviene rapidamente, maggiori sono le possibilità di successo del trattamento. Tra i sintomi tipici di un’intossicazione da funghi figurano, tra gli altri, nausea, vomito, diarrea, sudorazione profusa e stordimento. Il Prof. Dr. Markus Cornberg, direttore medico della Fondazione tedesca per il fegato, spiega come dovrebbero comportarsi le persone colpite: «In caso di sospetto di intossicazione da funghi, occorre contattare immediatamente un centro antiveleni, chiamare il medico di emergenza o recarsi all’ospedale più vicino. Per facilitare la diagnosi, è opportuno conservare, se possibile, i resti dei funghi, gli avanzi del pasto o il vomito e consegnarli al personale medico. Ciò può aiutare a determinare più rapidamente il tipo di intossicazione e ad avviare un trattamento mirato. Inoltre, è opportuno informare tutte le persone che hanno consumato lo stesso pasto a base di funghi, affinché prestino attenzione a eventuali sintomi e, in caso di malessere, possano a loro volta ricorrere immediatamente all’assistenza medica. Si sconsiglia vivamente di ricorrere a presunti rimedi casalinghi come «bere latte» o provocare intenzionalmente il vomito. Il vomito può finire nelle vie respiratorie e il latte può addirittura favorire l’assorbimento di determinate tossine, aggravando la situazione.”

Assistenza specialistica per l’identificazione dei funghi

Chi raccoglie funghi e non è assolutamente sicuro della loro identificazione dovrebbe ricorrere all’aiuto di esperti. Gli esperti di funghi esaminano i reperti e aiutano a evitare pericolosi errori di identificazione. È possibile trovare referenti presso la Società Tedesca di Micologia (DGfM); inoltre, durante la stagione dei funghi, molte città e comuni offrono consulenze specialistiche o punti di controllo dei funghi.

Nota: questo articolo è stato tradotto utilizzando un sistema informatico senza intervento umano. LUMITOS offre queste traduzioni automatiche per presentare una gamma più ampia di notizie attuali. Poiché questo articolo è stato tradotto con traduzione automatica, è possibile che contenga errori di vocabolario, sintassi o grammatica. L'articolo originale in Tedesco può essere trovato qui.

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