Il lupino come fonte proteica nei prodotti da forno e nei sostituti della carne: esiste un rischio di allergia?
Le molecole di grasso legate potenziano la risposta immunitaria
Perché alcune persone reagiscono in modo molto più forte rispetto ad altre agli alimenti di origine vegetale? Un nuovo studio, ora pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra che non sono solo le proteine che scatenano l’allergia a svolgere un ruolo. Le molecole di grasso (lipidi) legate a queste proteine possono potenziare in modo significativo l’attivazione delle cellule immunitarie coinvolte nell’allergia, influenzando così l’intensità delle reazioni allergiche.
In Germania, oltre 3 milioni di persone sono affette da allergie alimentari. Anche quantità minime di determinati alimenti possono scatenare reazioni gravi, che vanno dai sintomi cutanei e dalle difficoltà respiratorie fino all’anafilassi potenzialmente letale. È importante sottolineare che la gravità di queste reazioni varia notevolmente da un individuo all’altro.
Lo studio condotto dalla prof.ssa Uta Jappe, dal dott. Jochen Behrends e dalla prof.ssa Andra Schromm si è concentrato su una proteina di trasferimento dei lipidi (LTP) recentemente identificata e finora poco caratterizzata, proveniente dal lupino giallo (Lupinus luteus), scoperta presso il Centro di Ricerca di Borstel, Centro Leibniz per la Salute Polmonare (FZB). Le LTP sono tra i principali fattori scatenanti delle gravi allergie alimentari di origine vegetale e si trovano, tra l’altro, nelle arachidi, nei semi di lupino e in vari tipi di frutta. I semi di lupino stanno acquisendo sempre maggiore importanza poiché vengono utilizzati sempre più spesso come fonte proteica vegetale in alimenti quali prodotti da forno, sostituti della carne e prodotti senza glutine. Tuttavia, le ragioni per cui le LTP sono sempre più associate a gravi reazioni allergiche non sono state ancora pienamente comprese.
Il gruppo di ricerca di Borstel ha ora dimostrato
che la LTP del lupino studiata si lega specificamente a determinati lipidi e li trasporta. Questo legame altera l’interazione della proteina con le membrane cellulari, determinando un’attivazione particolarmente efficace delle cellule immunitarie coinvolte nelle reazioni allergiche. Le cellule maggiormente colpite sono i basofili – globuli bianchi che, durante le reazioni allergiche, rilasciano istamina e altri mediatori infiammatori, causando sintomi tipici quali prurito, gonfiore o, nei casi più gravi, shock anafilattico.
Una scoperta particolarmente interessante è stata che l’LTP del lupino ha mostrato una forte interazione con il fosfatidilglicerolo. Questo lipide non si trova solo nelle piante, ma è anche un componente importante delle membrane cellulari batteriche nel microbioma intestinale e del surfattante polmonare nei polmoni. I risultati suggeriscono che tali lipidi possano influenzare l’attività allergenica delle LTP e aprono nuove prospettive per comprendere i fattori che determinano la gravità delle reazioni allergiche.
«I nostri risultati dimostrano che l’attività allergenica delle proteine vegetali non è determinata esclusivamente dalla loro struttura proteica», spiega la Prof.ssa Dr. Uta Jappe. «Anche i lipidi a cui si legano possono contribuire in modo sostanziale all’intensità della reazione del sistema immunitario».
Il lavoro è stato condotto grazie a una stretta collaborazione interdisciplinare tra il Gruppo di ricerca di Allergologia clinica e molecolare (Prof.ssa Uta Jappe), il Gruppo di ricerca di Immunobiofisica (Prof.ssa Andra B. Schromm) e l’Unità di Scienza e Tecnologia, Citometria a Fluorescenza (dott. Jochen Behrends) presso l’FZB. Combinando le rispettive aree di competenza, i ricercatori sono riusciti, per la prima volta, a studiare dal punto di vista funzionale le interazioni tra allergeni, lipidi e cellule immunitarie.
A lungo termine, questi risultati potrebbero contribuire a migliorare l’identificazione dei pazienti ad alto rischio e a perfezionare la valutazione degli allergeni vegetali. Considerato il crescente utilizzo dei lupini come fonte proteica vegetale negli alimenti, tali conoscenze stanno assumendo un’importanza sempre maggiore.
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