Piccoli stimoli per un maggiore benessere degli animali

I ricercatori dell’Università di Bonn hanno testato due tipi di manifesti in un supermercato virtuale: i loro effetti si sono sommati senza influenzarsi a vicenda

03.07.2026

Lievi incentivi all’acquisto possono indurre i consumatori a scegliere più spesso alimenti prodotti secondo standard di benessere animale più elevati. È quanto emerge da un recente studio condotto dall’Università di Bonn. Le ricercatrici hanno utilizzato come “nudges” due diversi manifesti relativi all’etichetta di benessere animale. Già ogni singolo manifesto, preso singolarmente, ha modificato il comportamento di consumo dei soggetti del test che facevano la spesa in un supermercato virtuale. Quando entrambi i manifesti sono stati combinati, la percentuale di prodotti con standard di benessere animale più elevati nel carrello della spesa ha raggiunto il livello massimo. Resta da vedere in che misura i risultati siano trasferibili a situazioni di acquisto reali. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Behavioral and Experimental Economics.

Abbildung: ILR/Uni Bonn

"Nudge" basato sulle norme sociali: su un manifesto affisso all'ingresso del supermercato virtuale, le ricercatrici hanno sottolineato che sempre più persone scelgono prodotti con standard più elevati in materia di benessere animale.

I «nudges» sono misure che aiutano le persone nelle loro decisioni, in modo delicato e senza limitare la loro libertà di scelta. Ad esempio, è possibile mettere in evidenza opzioni salutari o sostenibili affinché vengano prese maggiormente in considerazione al momento della decisione di acquisto.

Nello studio attuale, tre ricercatrici dell’Università di Bonn hanno esaminato in che modo il «nudging» possa influenzare l’acquisto di alimenti la cui produzione tiene conto del benessere degli animali. In Germania esistono diverse etichette che forniscono informazioni sulle condizioni di allevamento degli animali da reddito, come l’etichetta relativa al tipo di allevamento per i prodotti a base di carne e latticini e l’etichettatura delle uova. Queste rendono visibile quanto l’allevamento sia rispettoso degli animali.

850 soggetti in un giro di shopping virtuale

«Abbiamo realizzato due diversi manifesti», spiega Leonie Bach dell’Istituto di Economia Alimentare e delle Risorse (ILR) dell’Università di Bonn. «I partecipanti hanno visto il primo cartellone prima di entrare nel supermercato virtuale: con lo slogan “Sempre più persone in Germania scelgono un maggiore benessere degli animali” abbiamo così fatto riferimento a una norma sociale. Il secondo cartellone era appeso sopra gli scaffali del supermercato e spiegava, con grafici chiari, quali condizioni corrispondono ai diversi livelli di allevamento. Questo cartellone era quindi incentrato soprattutto sulle informazioni relative all’etichetta sul benessere degli animali».

Le ricercatrici dell’ILR hanno reclutato, tramite un’agenzia di ricerche di mercato, più di 850 soggetti per un esperimento online. Questi potevano fare la spesa in un supermercato virtuale dal proprio computer di casa. Oltre ai prodotti a benessere animale, potevano scegliere anche quelli provenienti da allevamenti convenzionali, a prezzi di mercato. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a uno dei quattro gruppi: un gruppo non ha visto nessuno dei due manifesti, un secondo ha visto esclusivamente il manifesto sulla norma sociale, un terzo solo il manifesto informativo sopra gli scaffali e un quarto entrambi i manifesti.

Il «nudging» sembra funzionare – e soprattutto in combinazione

Il risultato: «Nel nostro studio sperimentale, sia i nudges informativi che quelli relativi alla norma sociale hanno avuto un’influenza positiva sulla scelta di prodotti con standard di benessere animale più elevati», spiega la prof.ssa Monika Hartmann. La ricercatrice dirige il dipartimento di ricerche di mercato nel settore agroalimentare presso l’Università di Bonn ed è membro dell’area di ricerca transdisciplinare (TRA) «Sustainable Futures».

Il nudging potrebbe quindi aumentare in modo significativo l’acquisto di alimenti che rispettano il benessere degli animali. Particolarmente promettente sembra essere la combinazione di messaggi diversi. «L’aspetto fondamentale è che le due misure non si influenzano a vicenda, ma i loro effetti si sommano indipendentemente l’uno dall’altro», afferma Leonie Bach. In pratica ciò significa che ogni misura agisce autonomamente e può essere applicata o omessa indipendentemente, senza che ciò modifichi l’effetto dell’altra.

Tuttavia, i partecipanti hanno preso solo una decisione ipotetica. Non hanno dovuto pagare effettivamente la spesa e alla fine non hanno ricevuto prodotti reali. Resta da vedere in che misura i risultati siano trasferibili alle visite reali al supermercato. Nel complesso, i risultati indicano che i «nudges» influenzano le decisioni di acquisto orientandole verso standard più elevati di benessere animale e possono fungere da elemento costitutivo di un pacchetto di misure più ampio.

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