Un robot commestibile con occhi e voce: quando esitiamo a mangiarlo?
Alcuni ricercatori giapponesi hanno utilizzato un agente a base di gelatina per studiare in che modo il comportamento sociale influenzi la riluttanza e il senso di colpa quando si tratta di mangiare
Un gruppo di ricerca guidato dal professore associato Yoshihiro Nakata della Scuola di Specializzazione in Informatica e Ingegneria dell’Università di Elettro-Comunicazioni (Giappone), in collaborazione con ricercatori dell’Università Doshisha e dell’Università Otemon Gakuin, ha sviluppato un agente commestibile in grado di interagire socialmente attraverso vocalizzazioni e movimenti. Lo studio ha esaminato la percezione mentale dell’agente commestibile e la sua relazione con la riluttanza a mangiare e il senso di colpa. La ricerca è stata pubblicata su PLOS ONE.
Agente commestibile utilizzato in questo studio. L’agente commestibile è stato realizzato con materiali commestibili e progettato per oscillare da un lato all’altro in sincronia con le vocalizzazioni.
Yoshihiro Nakata / University of Electro-Communications
Comprendere l’accettazione psicologica del cibo è importante per lo studio delle culture alimentari, delle fonti alimentari alternative e dei nuovi alimenti. Le barriere psicologiche all’accettazione del cibo possono derivare da convinzioni e impressioni preesistenti riguardo a un oggetto, ed è stato dimostrato che percepire una mente in un oggetto influenza il giudizio etico. Tuttavia, indagare sperimentalmente temi etici legati al cibo utilizzando animali reali è difficile a causa dei vincoli etici e della difficoltà di controllarne l’aspetto e il comportamento.
Per affrontare questa questione, il gruppo di ricerca ha proposto un quadro sperimentale che utilizza agenti commestibili. Gli agenti commestibili sono oggetti artificiali realizzati con materiali commestibili che possono essere progettati e controllati in termini di aspetto, movimento e vocalizzazioni. L’agente commestibile utilizzato in questo studio si basava su un robot commestibile azionato pneumaticamente, precedentemente sviluppato dal gruppo di ricerca. La parte commestibile era realizzata con gelatina, zucchero, carbonato di calcio e succo di mela al 100%, ed era stata progettata con occhi e braccia per favorire l’interazione sociale. Un altoparlante posizionato sotto l’agente commestibile riproduceva le vocalizzazioni, mentre l’aria compressa faceva oscillare la parte commestibile da un lato all’altro in sincronia con l’audio.
Per esaminare come le persone percepiscono tali agenti commestibili, il gruppo di ricerca ha condotto un sondaggio online utilizzando dei video. I partecipanti hanno prima guardato un video che mostrava come fosse stata realizzata la parte commestibile dell’agente, sottolineando che era composta da ingredienti commestibili familiari e che poteva essere mangiata. Hanno poi guardato due video che mostravano agenti commestibili mentre interagivano con una persona. In un video, l’agente commestibile rispondeva in modo razionale alle preoccupazioni di una persona in giapponese. Nell’altro video, l’agente commestibile reagiva a una mano e a dei giocattoli con vocalizzi simili a quelli di un bambino, esprimendo gioia, paura, rabbia e tristezza. I partecipanti hanno valutato gli agenti commestibili utilizzando 18 item relativi alla percezione della mente e hanno anche valutato la loro prevista riluttanza a mangiarli e il senso di colpa che avrebbero provato se fossero stati costretti a consumare l’agente commestibile.
L’analisi finale ha incluso le risposte di 1.094 partecipanti. L’analisi fattoriale ha individuato due dimensioni della percezione mentale: l’Agency, correlata a capacità quali l’autocontrollo, la moralità, la pianificazione e il pensiero; e l’Experience, correlata a sensazioni ed emozioni quali gioia, paura, dolore e rabbia. L’agente commestibile che rispondeva in modo razionale è stato percepito come dotato di maggiore “Agenzia”, mentre quello con vocalizzazioni simili a quelle di un neonato è stato percepito come dotato di maggiore “Esperienza”. Questi risultati indicano che vocalizzazioni e comportamenti diversi possono modulare la percezione mentale di un agente commestibile.
Lo studio ha inoltre esaminato la relazione tra la percezione mentale e la riluttanza anticipata a mangiare o il senso di colpa. Sebbene vocalizzazioni e comportamenti diversi abbiano modulato la percezione mentale degli agenti commestibili, non è stata riscontrata alcuna relazione chiara tra la percezione mentale e né la riluttanza a mangiare né il senso di colpa. Questi risultati indicano che sono necessari ulteriori studi per chiarire in che modo la percezione mentale sia correlata alle risposte psicologiche associate al consumo di agenti commestibili.
Questo studio offre un nuovo strumento sperimentale per indagare la percezione umana nell’interazione uomo-cibo e gli aspetti psicologici ed etici del mangiare. Poiché gli agenti commestibili possono essere progettati e controllati intenzionalmente in termini di aspetto, movimento e vocalizzazioni, essi possono fornire un nuovo modo per esaminare questioni difficili da studiare utilizzando animali reali. Partendo da questo quadro di riferimento, studi futuri dovrebbero indagare le risposte umane in condizioni più realistiche, compreso il consumo effettivo e i comportamenti autonomi durante l’alimentazione.
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