Le frodi alimentari costano all’economia britannica fino a 2 miliardi di sterline all’anno

I ricercatori stimano che i procedimenti penali potrebbero generare un ritorno sull'investimento superiore al 400 per cento.

18.08.2026
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Secondo il primo studio volto a quantificarne l’impatto economico complessivo, le frodi alimentari costano all’economia britannica fino a 2 miliardi di sterline all’anno. La ricerca, condotta dall’Università di Portsmouth, stima che la frode alimentare comporti un costo compreso tra 400 milioni e 2 miliardi di sterline all’anno, rendendola una delle forme di criminalità economica più costose del Paese.  

Lo studio esamina reati quali la sostituzione di alimenti, l’etichettatura ingannevole e la falsificazione di documenti, in cui i prodotti vengono deliberatamente presentati in modo fuorviante a scopo di lucro. 

Pubblicata sulJournal of Economic Criminology, la ricerca introduce un nuovo metodo per misurare il costo della frode alimentare, analizzando intere operazioni criminali anziché singoli episodi. Inoltre, ne rileva l’impatto più ampio sull’industria alimentare legittima, compresa la perdita di vendite quando i prodotti fraudolenti sostituiscono quelli autentici. 

I ricercatori hanno scoperto che circa tre quarti del costo economico totale derivano dalla sostituzione diretta di prodotti legittimi con alternative fraudolente, come la commercializzazione di salmone affumicato come scozzese nonostante provenga dalla Norvegia.   

Sebbene i consumatori possano non rendersi mai conto di essere stati ingannati, le conseguenze possono includere perdite finanziarie per le imprese, un danno alla fiducia nelle catene di approvvigionamento alimentare e, in alcuni casi, gravi rischi per la salute pubblica, come nel caso dei liquori contraffatti che contengono sostanze chimiche industriali. 

Il dottor David Shepherd, della Scuola di Criminologia e Giustizia Penale dell’Università di Portsmouth, ha dichiarato: «La frode alimentare è spesso percepita come una questione di nicchia, ma i nostri risultati dimostrano che ha un impatto economico sostanziale sul Regno Unito. Non si tratta solo di consumatori che pagano per qualcosa che non è ciò che dichiara di essere. Questo fenomeno mina le imprese oneste, distorce i mercati e, nei casi più gravi, mette a rischio la salute delle persone. 

"Misurando il costo economico complessivo, possiamo comprendere meglio la portata del problema e prendere decisioni più solide e basate su dati concreti riguardo a dove concentrare gli sforzi di applicazione della legge e di prevenzione." 

A differenza di molte altre forme di frode, i ricercatori suggeriscono che la frode alimentare rimanga relativamente rara grazie ai controlli approfonditi integrati nelle catene di approvvigionamento alimentari del Regno Unito. Affermano che la collaborazione tra autorità di regolamentazione, produttori, rivenditori e organismi di certificazione abbia creato molteplici livelli di garanzia della qualità che rendono molto più difficile l’operato dei commercianti disonesti. 

La professoressa Lisa Jack, della Scuola di Contabilità, Economia e Finanza dell’Università di Portsmouth, ha dichiarato: «Uno dei risultati più incoraggianti di questa ricerca è che l’industria alimentare del Regno Unito ha sviluppato sistemi che rendono la frode significativamente più difficile rispetto a molti altri settori. Le imprese, le autorità di regolamentazione e i sistemi di garanzia collaborano per creare barriere che impediscano ai prodotti fraudolenti di entrare nei mercati legittimi. 

«Tuttavia, questo non è un motivo per abbassare la guardia. È essenziale continuare a investire nella prevenzione e nell’applicazione delle norme se vogliamo mantenere la fiducia del pubblico negli alimenti che acquistiamo e proteggere le imprese che rispettano le regole». 

Lo studio suggerisce inoltre che investire nelle indagini sulle frodi alimentari potrebbe generare notevoli benefici economici. Sulla base dei casi analizzati, i ricercatori stimano che i procedimenti penali possano garantire un ritorno sull’investimento superiore al 400 per cento, indicando che un’applicazione più rigorosa della legge potrebbe ripagarsi da sola, riducendo al contempo i danni all’interno dell’intero sistema alimentare. 

I risultati forniscono ai responsabili politici la prima stima basata su dati concreti del costo reale delle frodi alimentari nel Regno Unito e offrono un quadro di riferimento che potrà essere perfezionato man mano che saranno disponibili dati più precisi. I ricercatori sperano che ciò aiuti i governi e l’industria a destinare le risorse in modo più efficace e a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento alimentare contro le attività della criminalità organizzata. 

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