Bilancio della ricerca FEI: l’Università di Hohenheim ancora una volta al vertice nella ricerca alimentare
Il 21% di tutti i progetti FEI attualmente in corso è situato a Hohenheim. Al secondo posto si colloca il Politecnico di Monaco con 33 progetti
L’Università di Hohenheim al primo posto nella ricerca alimentare in Germania. Secondo il bilancio del FEI (Forschungskreis der Ernährungsindustrie) relativo ai finanziamenti alla ricerca, 41 dei 195 progetti (o sottoprogetti) sono realizzati presso tale ateneo
L’Università di Hohenheim rimane il centro di riferimento per la ricerca alimentare in Germania. Il bilancio dei finanziamenti del FEI (Forschungskreis der Ernährungsindustrie, Circolo di ricerca dell’industria alimentare) per il 2025 indica che l’Università di Hohenheim ha ricevuto più fondi di qualsiasi altro istituto di ricerca partecipante. Complessivamente, il 21% di tutti i progetti (parziali) in corso è attribuito all’Università di Hohenheim, con un finanziamento pari a quasi 10 milioni di euro. Il convegno annuale del FEI si è tenuto dall’8 al 10 settembre 2026 presso l’Università di Hohenheim a Stoccarda.
Al fine di promuovere l’innovazione e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica attraverso progetti di cooperazione, nel 2025 il Forschungskreis der Ernährungsindustrie ha finanziato complessivamente 41 progetti (o parti di progetti) presso l’Università di Hohenheim, per un importo totale di 9,57 milioni di euro. Al secondo posto si colloca l’Università Tecnica di Monaco di Baviera con 33 progetti (parziali) in corso e un finanziamento pari a 8,12 milioni di euro.
L’Università di Hohenheim nella rete FEI
Il ruolo speciale dell’Università di Hohenheim nella rete FEI è evidente anche a livello istituzionale. Il convegno annuale di quest’anno si è tenuto a settembre a Hohenheim. In questo modo, il polo di ricerca di punta ha ospitato anche l’incontro centrale tra il mondo scientifico e l’industria alimentare all’interno della rete FEI.
A ciò si aggiunge una particolarità a livello di personale: da settembre 2025 il Prof. Dr.-Ing. Jörg Hinrichs dell’Università di Hohenheim è a capo del Comitato consultivo scientifico del FEI. Hinrichs fa parte dell’organismo già dal 2002 e ne è stato vicepresidente dal 2005 al 2025. A Hohenheim dirige, presso l’Istituto di Scienze Alimentari e Biotecnologie, il dipartimento di Scienze e Tecnologie Lattiero-Casearie, il caseificio di ricerca e didattico e un centro di trasferimento tecnologico. Il suo lavoro è esemplare dell’ampio spettro di ricerca che l’Università di Hohenheim copre nel campo delle scienze alimentari.
L’Università di Hohenheim convince grazie al suo ampio spettro di ricerca
L’Università di Hohenheim riunisce, nel proprio Istituto di Scienze Alimentari e Biotecnologie, una varietà di approcci di ricerca incentrati sulla produzione e la trasformazione degli alimenti. L’attenzione è rivolta all’utilizzo sostenibile delle materie prime agricole e alla loro trasformazione in prodotti alimentari con elevati standard di qualità e sicurezza. In questo contesto vengono studiate, tra l’altro, le interazioni tra molecole, microrganismi, enzimi e processi tecnologici e biotecnologici.
Diversi progetti attuali dell’istituto dimostrano quanto sia ampio questo campo di ricerca. Ad esempio, un progetto di ricerca congiunto tra l’Università di Hohenheim e l’Istituto tedesco per la tecnologia alimentare (DIL) si occupa della formazione di cristalli nel prosciutto crudo. I ricercatori stanno analizzando quali fattori influenzano la formazione dei cristalli durante l’essiccazione, la stagionatura e la conservazione e come sia possibile evitare precipitazioni indesiderate. L’obiettivo è quello di sviluppare strategie pratiche che consentano ai produttori di garantire la qualità del prodotto ed evitare reclami. https://www.fei- bonn.de/gefoerderte-projekte/projekte-des-monats/pdm-2025-07
In un altro progetto di ricerca si sta studiando come l’intelligenza artificiale possa contribuire a ridurre lo spreco alimentare. A tal fine vengono sviluppate rappresentazioni digitali dei processi degli impianti di produzione alimentare, che vengono poi integrate con metodi di intelligenza artificiale. In questo modo si intende individuare condizioni critiche di processo e possibili scostamenti qualitativi già durante la lavorazione. In questo modo è possibile ridurre i lotti difettosi e le perdite alimentari, risparmiare energia e acqua e introdurre nuovi prodotti nella produzione in modo più rapido e rispettoso delle risorse. https://www.fei-bonn.de/gefoerderte- projekte/projektdatenbank/01if22840n.projekt
Un altro esempio è un progetto di ricerca congiunto dell’Università di Hohenheim e della KU Leuven sulle alternative vegetali alla carne e ai prodotti lattiero-caseari. Al centro dell’attenzione vi è la questione di come, attraverso la fermentazione, sia possibile produrre in modo naturale la vitamina B12 e migliorare così il profilo nutrizionale dei prodotti vegetali. A tal fine, i ricercatori stanno studiando, tra l’altro, le condizioni di fermentazione, i ceppi starter e la composizione degli alimenti vegetali. https://www.fei- bonn.de/gefoerderte-projekte/projekte-des-monats/pdm-2026-03
Ricerca alimentare di eccellenza
Anche il Prof. Dr. Reinhard Kohlus svolge una ricerca orientata alla pratica con i suoi lavori sull’essiccazione, l’essiccazione a spruzzo, l’agglomerazione e le molteplici proprietà delle polveri – campi di ricerca di immediata rilevanza per le aziende di trasformazione del latte. Nel 2025 è stato insignito del Premio per l’innovazione scientifica nel settore lattiero-caseario «Dr. Gisela Runge-Preis». L’Associazione dell’industria lattiero-casearia (Milchindustrie-Verband e.V.) ha così riconosciuto i suoi eccellenti risultati scientifici. Il premio è dotato di un montepremi di 10.000 euro.
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