Metsä Board e Kathryn Kellogg lanciano l'iniziativa "Inboxing" per le decisioni relative agli imballaggi
La nuova iniziativa mette in luce quali decisioni, prima della produzione, determinano la sicurezza, i costi e la sostenibilità di un imballaggio
Gli imballaggi che i consumatori utilizzano quotidianamente raccontano solo una parte della storia. Dietro di essi si celano molte decisioni, piccole e grandi, che influenzano ogni aspetto: dalla protezione del prodotto e dall’esperienza del consumatore fino ai costi e all’impatto ambientale. Con la nuova iniziativa «Inboxing», Metsä Board, in collaborazione con Kathryn Kellogg, mette in luce proprio questi aspetti, mostrando cosa accade prima che un imballaggio venga prodotto e perché queste decisioni iniziali sono così importanti.
«Inboxing mira a rendere visibile ciò che è invisibile», afferma Kathryn Kellogg. «I consumatori vedono l’imballaggio finito, ma la vera storia sta nelle decisioni che lo precedono. Se le comprendiamo, possiamo parlare in modo più consapevole di imballaggi sostenibili». La fondatrice di Going Zero Waste è nota per la sua capacità di tradurre complessi temi di sostenibilità in un linguaggio accessibile ai consumatori. Con Inboxing contribuisce ora a colmare il divario tra esperti di imballaggi, marchi e consumatori. Mostra quali decisioni e conflitti di obiettivi influenzano le prestazioni, la sostenibilità e l’esperienza d’uso degli imballaggi – molto prima che un imballaggio venga immesso sul mercato.
Al di là della domanda su quale sia il materiale migliore
I marchi sono sotto pressione per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi senza compromettere la sicurezza, le prestazioni o le aspettative dei consumatori. È quindi fondamentale guardare oltre le singole caratteristiche e comprendere come ogni decisione influisca sulla soluzione di imballaggio nel suo complesso.
Inboxing esamina le decisioni relative agli imballaggi da diverse prospettive e riconosce che la soluzione giusta dipende dal prodotto, dalla catena del valore e dai dati disponibili – non da una preferenza prestabilita per un determinato materiale. Anziché chiedersi quale sia il materiale migliore, Inboxing stimola a porsi un’altra domanda: quali prestazioni deve garantire questo imballaggio e quali dati sostengono le decisioni prese?
Infatti, il miglioramento di una singola caratteristica non porta automaticamente a un risultato complessivamente migliore. Un imballaggio deve proteggere il prodotto, funzionare in modo efficiente lungo l’intera catena del valore, soddisfare le aspettative dei consumatori e sostenere gli obiettivi di sostenibilità.
«Le migliori soluzioni di imballaggio conciliano diversi obiettivi e raramente sono il risultato di una singola decisione. Il punto di partenza dovrebbe però essere sempre ciò che l’imballaggio deve garantire lungo tutto il suo ciclo di vita e quali fatti stanno alla base delle singole decisioni», afferma Erja Hyrsky, SVP, Commercial Operations presso Metsä Board.
«Con Inboxing desideriamo avviare fin dalle prime fasi un dialogo tra marchi, designer, esperti di imballaggi e specialisti della sostenibilità, affinché si possano mettere in discussione le ipotesi, confrontare le opzioni e sviluppare soluzioni di imballaggio migliori», conclude Hyrsky.
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