300 aziende del settore delle bevande chiedono: niente tassa sullo zucchero nelle bevande

Cinque associazioni di categoria mettono in guardia dall'aumento dei prezzi e mettono in dubbio l'efficacia della tassa prevista in termini di politica sanitaria.

01.07.2026
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Immagine simbolica

Più di 300 aziende del settore tedesco delle bevande si sono espresse, in una lettera aperta congiunta, contro l’introduzione di una tassa o di un prelievo sullo zucchero nelle bevande prevista dal Governo federale e dal Bundestag. Le aziende sostengono così la posizione dell’Associazione delle bevande analcoliche (wafg), dell’Associazione tedesca delle sorgenti minerali (VDM), dell’Associazione tedesca dell’industria dei succhi di frutta (VdF), della Federazione tedesca dei birrai (DBB) e dell’Associazione dei birrifici privati tedeschi. Insieme alle associazioni di categoria, esortano la classe politica a rinunciare a ulteriori oneri a carico delle imprese e dei consumatori.

Nella loro lettera, le aziende sottolineano che il settore delle bevande in Germania è caratterizzato da una grande varietà di imprese, prevalentemente di medie dimensioni, e comprende centinaia di aziende familiari radicate a livello regionale. Negli ultimi anni queste imprese hanno già subito un onere considerevole a causa dell’aumento dei costi energetici, logistici, di imballaggio e del personale. A ciò si aggiungono gli effetti della contrazione dei consumi e la crisi persistente del settore della ristorazione. In questo contesto, le aziende mettono in guardia dalle conseguenze di un’ulteriore imposta.

Secondo il settore, una tassa sullo zucchero colpirebbe duramente non solo le imprese, ma anche i consumatori. Soprattutto le famiglie a basso reddito dovrebbero fare i conti con oneri aggiuntivi. Il settore delle bevande sottolinea che i prezzi dei generi alimentari si attestano già oggi a livelli molto elevati e che ulteriori aumenti indebolirebbero ulteriormente il potere d’acquisto di molte persone.

Allo stesso tempo, i firmatari mettono in discussione l’efficacia di una tassa sullo zucchero in termini di politica sanitaria. Sottolineano che il sostegno a tali misure si basa spesso su modelli di calcolo che si limitano a ipotizzare un effetto, senza però poterlo dimostrare. «Mancano le prove a sostegno dell’efficacia di una tassa sullo zucchero», sottolinea il settore delle bevande. Inoltre, il settore evidenzia di aver già compiuto notevoli progressi nella riduzione dello zucchero. Secondo dati ufficiali, dal 2018 il contenuto di zucchero delle bevande rinfrescanti presenti sul mercato tedesco è diminuito di circa il 15 per cento. Alla base di questo risultato vi è una proficua iniziativa autonoma delle aziende, attuata attraverso modifiche alle ricette, innovazioni e un’offerta ampliata di prodotti a ridotto contenuto calorico o a zero calorie: «I dati dimostrano che la riduzione dello zucchero nelle bevande è già una realtà», affermano i firmatari.

Dal punto di vista del settore delle bevande, una tassa sullo zucchero non risolverebbe né le complesse cause del sovrappeso e delle malattie legate all’alimentazione, né darebbe un contributo sostenibile alla stabilizzazione dell’assicurazione sanitaria pubblica. Si tratterebbe invece di una misura politica simbolica, che causerebbe notevoli oneri economici e burocratici. In particolare, né l’esperienza nel Regno Unito né in altri paesi dimostra che un intervento statale così massiccio abbia migliorato la salute della popolazione.

A ciò si aggiunge il fatto che una tassa sullo zucchero non porterebbe a entrate fiscali affidabili. Le analisi modellistiche condotte finora hanno trascurato sia i costi prevedibilmente elevati per la riscossione dell’imposta sia i costi di monitoraggio. A ciò si aggiunge il fatto che, su questa base, lo stesso governo federale non sia sicuro di quali entrate siano effettivamente realizzabili a breve e a lungo termine. Inoltre, la misura non comporterebbe risparmi rilevanti per il sistema di assicurazione sanitaria pubblica (GKV) : la stessa relazione della Commissione finanziaria per la sanità al governo federale ipotizza solo un «potenziale di risparmio medio annuo compreso tra circa 20 e 170 milioni di euro nel sistema GKV».

In questo contesto, le oltre 300 imprese firmatarie esortano con forza il governo federale e il Bundestag a rinunciare a nuovi oneri e a garantire alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese la sicurezza necessaria per pianificare il proprio futuro. «In tempi eccezionalmente difficili, le nostre imprese hanno bisogno di affidabilità e di una prospettiva per il futuro, non di nuovi oneri», si legge in conclusione della lettera.



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