Nel 2028 verrà introdotta la tassa sullo zucchero per le bevande zuccherate?
Da anni la Società tedesca di medicina generale e di famiglia (DEGAM) chiede un maggiore impegno nella prevenzione strutturale. Per questo motivo, la DEGAM accoglie con grande favore la tassa sullo zucchero appena annunciata per le bevande zuccherate.
È tempo di cauto ottimismo: dopo anni di stallo, il governo federale prevede di introdurre a partire dal 2028 una tassa sullo zucchero – non su tutti gli alimenti, ma graduata in base al contenuto di zucchero come imposta mirata sulle bevande zuccherate.
La DEGAM sostiene da tempo la prevista tassazione degli alimenti particolarmente ricchi di zucchero. «È giunto il momento che la Germania recuperi finalmente terreno nella prevenzione strutturale – e ciò include anche una tassa sullo zucchero. Mentre altri paesi hanno già da tempo maturato esperienze con tasse più elevate su zucchero, tabacco e alcol, noi continuiamo a raccogliere argomenti sul perché non si possa o non si debba farlo. Una tassa sullo zucchero applicata alle bevande zuccherate sarebbe un primo passo nella giusta direzione», commenta la prof.ssa Eva Hummers, presidente della DEGAM.
Un consumo eccessivo di zucchero è associato all’insorgenza di numerose malattie croniche quali l’obesità, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e la carie. La prof.ssa Bettina Engel, portavoce della sezione Prevenzione della DEGAM, spiega: «Nella pratica medica di base vediamo ogni giorno le conseguenze del consumo eccessivo di zucchero. Constatiamo inoltre che, di norma, è molto difficile modificare il comportamento individuale quando gli alimenti malsani sono i più economici e, per di più, sono oggetto di un'intensa pubblicità».
Prezzi più alti e maggiore trasparenza
L’idea di una tassa è semplice: aumentando i prezzi delle bevande particolarmente ricche di zucchero è possibile ridurne il consumo. Le esperienze internazionali dimostrano inoltre che i produttori modificano effettivamente le loro ricette, aggiungendo meno zucchero.
Anche in termini di trasparenza c’è ancora margine di miglioramento: lo zucchero negli alimenti trasformati industrialmente è spesso difficile da individuare, poiché viene indicato con diverse denominazioni (saccarosio, maltosio, fruttosio, sciroppo d’agave ecc.) e gli zuccheri aggiunti sono presenti anche in prodotti che non vengono percepiti principalmente come dolci. È quindi particolarmente difficile compiere una scelta «più sana». In questo contesto, la DEGAM si pronuncia a favore di obblighi di etichettatura chiari.
La DEGAM sottolinea inoltre un altro aspetto problematico: lo zucchero agisce sul sistema nervoso centrale in modo molto simile al consumo di droghe. La DEGAM chiede che questo potenziale di dipendenza sia chiaramente evidenziato. «Naturalmente lo Stato non è responsabile di chi mangia o beve cosa e in che quantità. Tuttavia, come avviene anche per altre sostanze che creano dipendenza, dovrebbe garantire che gli alimenti facilmente accessibili non causino malattie», aggiunge il dott. Ilja Karl, viceportavoce della sezione Prevenzione della DEGAM.
La tassa come parte di un pacchetto complessivo
La DEGAM sostiene un approccio coordinato a livello interdisciplinare: la tassa sullo zucchero dovrebbe essere una componente importante di un pacchetto complessivo: Oltre alla tassazione delle bevande analcoliche e di altri alimenti ad alto contenuto di zucchero, occorre anche facilitare l’accesso agli alimenti sani, in modo che un’alimentazione sana diventi nel complesso una scelta più naturale. Allo stesso tempo, è ovviamente necessario potenziare le opportunità di attività fisica nei contesti di vita quotidiani – ovvero negli asili, nelle scuole e sul posto di lavoro.
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