Più rifiuti da imballaggio invece che meno: i discount non superano il test della DUH
Dopo cinque anni, la quota media di offerta di contenitori riutilizzabili per le bevande nei supermercati e nei discount si attesta solo al 30,5%.
Nessun miglioramento sostanziale nell’offerta di imballaggi delle dodici catene di supermercati, discount e supermercati biologici esaminate: Aldi Nord e Aldi Süd sono fanalini di coda da cinque anni; Bio Company e Denns registrano gli sviluppi positivi più evidenti La DUH chiede al ministro dell’Ambiente Schneider un ambizioso sostegno finanziario a favore degli imballaggi riutilizzabili, nonché quote di utilizzo per vino, latte e altri alimenti come olio, aceto e creme spalmabili
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L’analisi sugli imballaggi condotta dalla Deutsche Umwelthilfe (DUH) mostra, a distanza di cinque anni, che nel commercio al dettaglio alimentare tedesco non si è verificata una svolta globale in materia di imballaggi: in alcuni casi, oggi si utilizzano addirittura più imballaggi rispetto a cinque anni fa. Mentre i supermercati biologici esaminati continuano a distinguersi per l’elevata percentuale di imballaggi riutilizzabili e per la quantità relativamente ridotta di frutta e verdura confezionata, i discount, in particolare, puntano ancora prevalentemente sugli imballaggi monouso e in alcuni casi offrono addirittura una quantità maggiore di frutta e verdura confezionata. Aldi Nord e Aldi Süd occupano gli ultimi posti della classifica sin dall’inizio dell’analisi sugli imballaggi condotta dalla DUH. Anche Lidl, Penny, Norma e Netto Marken-Discount hanno ricevuto cartellini rossi per tutti e cinque gli anni. Rewe ed Edeka ricevono, come negli anni passati, un cartellino giallo. Quest’anno Kaufland riceve per la prima volta un cartellino giallo nel risultato complessivo, grazie anche alle nuove offerte di contenitori riutilizzabili nei banchi dei formaggi e dei salumi, nonché per le bevande calde. Secondo la valutazione della DUH, tuttavia, in nessuna delle catene commerciali convenzionali si intravede un allontanamento sostanziale dal modello monouso.
Barbara Metz, direttrice esecutiva federale della DUH: «Dopo cinque anni di monitoraggio sugli imballaggi, il nostro bilancio è deludente: bottiglie monouso, lattine e alimenti inutilmente preconfezionati continuano a dominare gli scaffali dei grandi supermercati e dei discount. Nei supermercati e nei discount tradizionali, la quota media di offerta di contenitori riutilizzabili per le bevande, pari al 30,5%, rimane ancora ben lontana dall’obiettivo normativo del 70%. In particolare, Aldi e Lidl continuano ancora oggi a negare ai propri clienti qualsiasi possibilità di scelta e non offrono bevande in bottiglie riutilizzabili. Alla luce di cinque anni di stallo, il ministro dell’Ambiente Schneider deve provvedere con urgenza a stabilire norme efficaci. Sono necessari un sostegno ambizioso, vincolante e finanziario ai sistemi di imballaggi riutilizzabili, che deve essere sostenuto dai produttori di imballaggi monouso, nonché una tassa di almeno 20 centesimi sugli imballaggi monouso per bevande soggetti a deposito cauzionale e sui cartoni per bevande. Il governo federale non può più lasciare che siano le aziende stesse a occuparsi in larga misura della promozione dei sistemi riutilizzabili.”
L’andamento della percentuale di imballaggi è particolarmente negativo nel settore della frutta e della verdura. Nella maggior parte delle catene commerciali esaminate, oggi sugli scaffali si trova una quantità maggiore di merce preconfezionata rispetto a quando è stato avviato il «DUH-Verpackungscheck». Da Lidl e Rewe la percentuale è aumentata di circa dieci punti percentuali rispetto al primo anno di monitoraggio, raggiungendo rispettivamente il 66% e il 56%; da Netto Marken-Discount l’aumento è stato addirittura di 16 punti percentuali, arrivando al 74%. Anche i supermercati biologici registrano qui lievi passi indietro, ma con una media del 16% di frutta e verdura preconfezionata rimangono comunque nettamente al di sotto dei supermercati tradizionali e dei discount.
Elena Schägg, vicedirettrice della DUH per l’economia circolare: «Bio Company e Denns dimostrano che i rivenditori possono migliorare gradualmente la loro offerta di imballaggi. I supermercati biologici dimostrano inoltre che gli imballaggi riutilizzabili non devono limitarsi all’acqua, alla birra o ai succhi: anche vino, olio e aceto possono essere offerti in bottiglie riutilizzabili. È proprio questa l’offerta di cui abbiamo finalmente bisogno su larga scala. È quindi ancora più preoccupante che, proprio per quanto riguarda la frutta e la verdura preconfezionata, molti rivenditori si trovino oggi in una situazione peggiore rispetto a cinque anni fa. A partire dal 2030, i supermercati non potranno più confezionare frutta e verdura in imballaggi di plastica – e oggi ne sono ancora lontanissimi. Nel nostro test, il 99% delle carote confezionate era sigillato nella plastica. Anche per quanto riguarda lo yogurt, l’offerta di imballaggi riutilizzabili è complessivamente in calo. I supermercati devono prepararsi con urgenza alle future normative. Inoltre, sono necessari ulteriori incentivi, come quote obbligatorie di imballaggi riutilizzabili per il latte e il vino, nonché per altri alimenti preconfezionati quali olio, aceto, creme spalmabili e conserve di frutta e verdura."
Contesto:
Per la quinta edizione del «DUH-Verpackungscheck» sono stati esaminati a campione 48 punti vendita di dodici grandi catene di supermercati, discount e supermercati biologici nel periodo compreso tra aprile e agosto 2026: Aldi Nord, Aldi Süd, Lidl, Penny, Netto Marken-Discount, Norma, Rewe, Edeka, Kaufland, Alnatura, Denns e Bio Company. Sono stati presi in esame, tra l’altro, i reparti delle bevande, della frutta e della verdura, del latte fresco e dello yogurt, nonché i banchi dei prodotti freschi e quelli self-service. I risultati sono stati valutati nelle rispettive categorie di prodotti con i colori rosso (scadente), giallo (mediocre) e verde (buono) e raggruppati in una valutazione complessiva. Con il test di quest’anno, la DUH traccia per la prima volta un bilancio di cinque anni di analisi sugli imballaggi, esaminando in particolare come si sono evolute le offerte delle catene commerciali dall’inizio dello studio.
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